Conferenza CSE

Intervista a Marco Pessina, CEO ADP TEC

Intervista a Marco Pessina, CEO ADP TEC

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Di Martina Ginasi

 

L’innovazione tecnologica potrebbe accelerare in un momento di crisi mondiale, con la peculiarità, che forse abbiamo dato per scontato, che torni il centro delle strategie di sviluppo? Come approcciate questo tema?

 Innovazione significa per noi continuità, in particolar modo nei processi aziendali, e nella capacità di anticipare alcuni trend con una visione che precorra i tempi. Innovazione da approcciare con una certa cautela, perché, come ci hanno insegnato esperienze passate, talvolta l’anticipare troppo i tempi non permette al mercato di recepire e comprendere al meglio i prodotti, rischiando quindi di non vederne lo sviluppo.

E come anticipava nella domanda dobbiamo pensare a soluzioni che abbiano ricadute dirette o indirette sulle persone, sui cittadini, e per questo le Smart City sono un ambito di grande interesse per noi. Città sempre più interconnesse portano con sé criticità per esempio in termini di cyber security, che va affrontata, secondo la nostra visione, per ambiti specifici. In particolar modo il nostro interesse è rivolto al filone della Cyber Security by Design, dove i prodotti stessi nascono con questo approccio già nell’hardware; bisogna quindi utilizzare dei componenti che consentano di arrivare all’obiettivo rendendo sicure le interfacce, sia all’interno dell’apparecchiatura, sia verso il cloud, quindi verso l’esterno. Sicurezza cibernetica da affrontare a più livelli, dalle transazioni finanziarie allo sviluppo dello Smart Metering, ambiti in questo caso legati che portano con sé problematiche di cyber security perché coinvolti nei processi di fatturazione e nell’analisi di dati sensibili degli utenti.

 

Serve sempre più unire tematiche verticali con una visione orizzontale; non sempre facile con più competenze da incrociare.

Noi crediamo molto nel partenariato e nelle reti d’impresa, mentre in genere gli imprenditori italiani sono portati a guardare poco all’esterno; come ADP-Tec siamo orientati a creare reti non troppo ampie, selezionando i nostri partner secondo affinità e capacità di apportare skills diversi.

Le aziende con cui abbiamo accordi strategici sono in genere società di engineering, le quali, grazie al loro know-how, ci aiutano a sviluppare soluzioni prima che prodotti; inoltre collaboriamo assiduamente con imprese di manufacturing e start-up innovative, che costituiscono per molti versi il vero motore del futuro. Quelle da noi selezionate sono specializzate prevalentemente in machine learning e intelligenza artificiale, che noi poi decliniamo in tre ambiti d’applicazione specifici: Smart Building, Smart Infrastructure e ascensori, per i quali ad esempio la manutenzione predittiva è fondamentale.

 

Il mondo della generazione distribuita, e in particolare delle Smart Grid di vostra competenza, rappresenta il paradigma futuro non solo del nostro Paese; quali strategie di diffusione state adottando su quest’ambito e in generale nel mondo dell’energia?

 Il tema è sicuramente centrale, in quanto vi confluisce tutto il processo di generazione dell’energia proveniente dalle rinnovabili, fotovoltaico ed eolico in primis, unito all’utilizzo del gas secondo un trend che vedrà nel mix la sua peculiarità insieme allo sviluppo di Smart Grid. Abbiamo una collaborazione molto interessante con Enel e anche in questo caso le nostre competenze in ambito cyber security diventano fondamentali per la gestione ottimale della rete elettrica. Una rete sempre più da gestire dunque con tecnologie che la rendano “intelligente” e “sicura”.

Proprio Enel a questo proposito ha identificato un settore, denominato Smart Grid Materials, all’interno del quale si stanno realizzando le periferiche che andranno a sostituire quelle attuali. Che coinvolgono circa 500mila cabine secondarie presenti in Italia utilizzate per pilotare gli switch gears, ossia interruttori motorizzati direttamente inseriti sulla rete e utilizzati sia per la manutenzione che per la redistribuzione dei carichi.

La selezione delle aziende partner da parte di Enel è ancora in una prima fase piuttosto aperta; nel momento in cui si presenteranno più imprese verrà fatta una scelta accurata e, in accordo alle leggi di mercato, Enel stringerà accordi di collaborazione con quelle che mostreranno maggior capacità tecnologica e di investimento; tra queste ci auspichiamo possa esserci ADP-Tec e i propri partners.

 

Quando avete dato vita ad ADP Tec nel 2017 avevate previsto un’evoluzione così veloce o era difficilmente programmabile?

 La società è nata da esperienze imprenditoriali di successo avviate negli anni 90 e proprio nel 2017 si è deciso di consolidarle focalizzandoci sulle evoluzioni principali in atto. Diciamo che era difficilmente pianificabile anche se in alcuni settori di nostra competenza già si assisteva alla necessità di un veloce cambiamento. Possiamo fare l’esempio degli ascensori o degli Smart Meter; si tratta di mercati che parevano molto conservativi e su cui invece si sono innestate tecnologie evolutesi rapidamente; le aziende che per prime hanno saputo intercettare i cambiamenti in atto sono poi quelle che ne hanno tratto il maggior beneficio. Gli Smart Meter negli ambiti elettricità, gas, acqua e calore sono diventati il cuore del processo di digitalizzazione e comunicazione, tuttora in espansione verso tecnologie IoT. Un processo che potrà portarci grandi benefici.

 

Dal punto di vista della cyber security, secondo il rapporto Clusit, siamo in un momento di fragilità complessiva, soprattutto in ambito industriale, della pubblica amministrazione e della sanità; sul tema delle infrastrutture energetiche siamo più tutelati oppure c’è ancora molto da fare?

 Sicuramente c’è ancora tantissimo da lavorare; i nostri sistemi progettati secondo criteri di Cyber Security by Design sono compliance alla Guideline 12 di Enel; ma si tratta di provvedimenti recenti, che risalgono a meno di un anno fa. Cyber security che va declinata anche nell’ampio segmento dei servizi; basti solo pensare che quando una nuova apparecchiatura viene oggi realizzata rispettando le specifiche, deve mantenere i massimi livelli di sicurezza su tutto il ciclo di vita e rispetto a tutti i servizi offerti. Lo stesso nei servizi di maintenance per esempio, che in caso di attacco hacker devono essere rimodulati insieme all’intera apparecchiatura per verificare che essa sia in grado di resistere ad eventuali nuovi attacchi. Un momento di veloce progresso e di altrettanta fragilità; rendere i sistemi più solidi sarà il compito di tutti noi operatori per i prossimi anni.

 

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