Conferenza CSE

Cyber Security. Nuova cultura per il mondo energy e utility

Verso Smart City e Smart Land con visione e sicurezza

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Per governare i processi serve una cultura trasversale. Che non guardi solo all’evoluzione tecnologica

Emanuele Martinelli

Il 2020 sarà l’anno in cui i mondi energy e utility trasformeranno i loro servizi con logiche che hanno nella digitalizzazione lo strumento primario. Energia elettrica, acqua, gas, mobilità, illuminazione, ambiente e rifiuti, efficienza energetica, tutti gli ambiti che compongono il puzzle Smart City e Smart Land, sono pervasi da tecnologie che si rifanno a processi digital. Una maturazione a cui fa da contraltare la potenziale fragilità di sistemi complessi che se vogliono trovare piena espressione devono rifarsi a una corretta governance; costituita però da più attori e spesso da filiere diverse e solo in qualche caso integrate.

Dire che l’epoca dei big data sia arrivata è scontato; affermare che i dati – qualunque sia il servizio a cui fanno riferimento – siano tutti trasformabili in informazioni e quindi in valore è un percorso davvero in itinere. Si tratta di far crescere in parallelo da parte degli operatori sia maggiori competenze digital, sia una maggior coscienza in tema di cyber security. Crescono le opportunità grazie alla digitalizzazione; devono trovare un ambiente adeguato in termini, in primis, di sicurezza (e di privacy naturalmente).

Vediamo in questi giorni di coronavirus cosa significhi globalizzazione; il parallelismo è banale quanto efficace: grandi potenzialità, grande fragilità. Senza scadere in affermazioni eccessivamente retoriche o lanciarsi in ipotesi complottiste, riteniamo che il momento sia fertile per approfondire un tema su cui si stanno concentrando filosofi, politici ma pure operatori: governare l’evoluzione tecnologica, dare piena espressione alla quarta rivoluzione industriale basata sulla digitalizzazione, significa collocare la questione all’interno di un quadro fatto di pensiero, cultura, visione. Perché processi così veloci e complessi trovino positive finalità serve un contesto culturale favorevole ed evoluto; come dovrebbe essere quello inerente al rapporto tra globalizzazione e valorizzazione delle diversità, dei localismi, della biodiversità.

Abbiamo detto tante volte che Cyber Security significa in primis modificare i processi culturali e comportamentali di ognuno di noi, utilizzatori, più o meno evoluti, di sistemi digitali. Lavoriamo insieme anche nel 2020 perché i mondi evocati all’inizio di questo breve editoriale ne siano sempre più coscienti, a partire dalle istituzioni centrali e locali, dalle utility, dai fornitori di tecnologie, fino agli utilizzatori finali.

Per far si che Smart City e Smart Land – che in questo evocativo 20-30 troveranno un campo di gioco adeguato per vederne finalmente gli effetti – crescano sempre più all’interno di un framework (anche eticamente) sicuro.

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